Presentato il fondo “AbitAzione” per l’emergenza abitativa della “la fascia grigia”

È stato presentato “AbitAzione”, il nuovo Fondo diocesano per l’abitare responsabile promosso dalle ACLI di Bergamo e dalla Diocesi di Bergamo attraverso Caritas, Fondazione Diakonia e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro con l’obiettivo di rispondere all’emergenza abitativa della “fascia grigia”, single, giovani coppie e famiglie di “lavoratori poveri” esclusi dall’edilizia popolare per motivi di reddito Isee, ma impossibilitati ad accedere ai prezzi del libero mercato.

L’inziativa da 500mila euro vuole sbloccare, con il coinvolgimento anche della parrocchie del territorio, il mercato degli affitti, garantire i proprietari e sostenere i “lavoratori poveri”.

Pur non ponendosi come risolutivo, il progetto punta a scardinare la diffidenza tra proprietari e inquilini attraverso una dotazione finanziaria complessiva di 500.000 euro, divisa in due linee di intervento:

  • 410.000 euro destinati a un Fondo di garanzia e mediazione per l’affitto sostenibile.
  • 90.000 euro per il rafforzamento e la manutenzione della rete delle “parrocchie accoglienti”.

Il Fondo avrà una durata di sette anni e punta a rimettere in circolo circa 50 alloggi sfitti sul territorio provinciale, tutelando entrambe le parti contrattuali: per i proprietari, in caso di morosità, il fondo garantirà la copertura fino a 12 mesi di affitto e, nell’ipotesi di sfratto, il rimborso delle spese legali; per gli inquilini l’accesso a contratti a canone concordato ridotti del 15-20% rispetto ai valori di mercato.

Il vero fulcro dell’operazione sarà la figura del “tutor abitativo”: volontari formati ad hoc e personale dedicato che accompagneranno le famiglie, monitoreranno la sostenibilità economica e medieranno in caso di criticità, pianificando piani di rientro per evitare contenziosi.

Una quota di 90.000 euro (80mila per piccole ristrutturazioni menti e 10mila per consulenze) sarà stanziata a partire da giugno per un triennio a supporto delle parrocchie.

Giuseppe Giovanelli, Presidente di Fondazione Diakonia:
Cerchiamo di rendere il costo della casa commisurato a un reddito oggi tendenzialmente basso, introducendo un elemento di fiducia. Accompagnamento e mediazione svolgeranno anche una funzione educativa. Le case ci sono, e capisco il turismo e gli affitti brevi, ma il mercato può essere corretto: le persone devono poter abitare le città“.

Roberto Cesa, Presidente delle ACLI Bergamasche:
Di fronte all’emergenza-casa il territorio è quasi paralizzato. A Bergamo il mercato ha fallito, domanda e offerta non si incontrano perché manca la fiducia. Questa nostra è un’opera-segno: mettiamo il primo mattone, ogni proprietario che aderirà aggiungerà il suo per costruire non un muro, ma un argine“.

Dario Acquaroli, Area Abitare ACLI:
Vogliamo riattivare le case sfitte con una soluzione win-win. L’alternativa è la disgregazione sociale“.

Il progetto ha incassato l’immediato interesse della politica locale e regionale. L’assessore alla Casa di Regione Lombardia, Paolo Franco, ha confermato “la massima disponibilità e la presenza della Regione”, mentre Marcella Messina, presidente del Collegio dei sindaci, ha definito il fondo “virtuoso e coraggioso”, annunciando la volontà dei Comuni di collaborare attivamente nelle fasi di monitoraggio, accompagnamento e supporto economico.