Con rinnovata riconoscenza, introduco il secondo Bilancio di Missione della Diocesi di Bergamo, frutto di convinzioni condivise, di lavoro preciso, di responsabilità pastorale da parte di coloro che lo hanno elaborato e da parte di tutti i soggetti che partecipano alla missione della Chiesa e specificamente della nostra Diocesi.
Se la prima edizione rappresentava una novità, all’insegna dei criteri che disegnano il volto della Chiesa sinodale, questa seconda edizione non solo conferma gli intendimenti della prima, ma avvia la possibilità di verificare il cammino che si sta compiendo e di conoscere altre realtà che narrano la ricchezza della vita diocesana.
La meraviglia che scaturisce dalla descrizione di alcuni aspetti della nostra Diocesi, si trasforma in sentimento di riconoscenza a Dio e di benedizione per coloro che scrivono con la loro fede e
con la loro generosità questa storia; nello stesso tempo diventa appello ad una consapevolezza partecipata e ad un impegno generoso, che scaturisce dalla conoscenza delle presenze, delle opere, delle attività e iniziative, dell’organizzazione e delle risorse che la Chiesa di Bergamo mette in campo per compiere la missione che il Signore le affida.
Non sono pochi i numeri che rappresentano gli aspetti della realtà pastorale diocesana: alcuni rivelano contrazioni significative, soprattutto quando indicano le prassi sacramentali. Purtroppo non è una novità, ma la freddezza dei numeri rinnova consapevolezze, interrogativi ed esigenze che da una parte impongono una revisione saggia delle nostre prassi pastorali in ordine alla fede e all’appartenenza alla Chiesa e dall’altra sospingono in direzione di scelte pastorali non dettate da improvvisazione, ma da un discernimento condiviso e illuminato.
Non sono però gli unici numeri da osservare. Le parti riservate alle quattro Terre Esistenziali narrano esperienze che allargano il cuore e la speranza, esperienze che dicono la generatività della fede e la pertinenza del criterio: “Servire la vita dove la vita accade”; nello stesso tempo rivelano numeri che, lontano da ogni forma di orgoglio, rivelano un volto di Chiesa che fa del servizio alla vita, in nome del Vangelo, il cuore della sua missione. Sempre più, ritengo che la vita delle comunità parrocchiali debba valorizzare evangelicamente tutto ciò che a partire dall’annuncio, dai sacramenti e dalla carità vissuta, illumina e alimenta la vita di ogni persona, di ogni famiglia, di ogni povero, malato, piccolo e debole.
L’ultima parte è ampiamente e puntualmente dedicata all’amministrazione delle risorse economiche, diventando a sua volta uno specchio delle scelte pastorali e dei criteri che le sostengono, anche dal punto di vista economico.
Siamo consapevoli che fare bilanci della vita ecclesiale è sempre molto delicato e richiede la rinuncia ad ogni presunzione e una forte convinzione sostenuta dalla fede. Condivido con coloro
che hanno preparato questo testo, che nuovamente ringrazio, la speranza che il Bilancio di Missione 2025, diventi uno strumento al servizio del grande compito affidato alla nostra Chiesa.
Fraternamente
+ Francesco Beschi







