Ucraina – Caritas Diocesana – Raccolta fondi e indicazioni sull’accoglienza

RACCOLTA FONDI

Gli organismi pastorali e umanitari delle Chiese ucraine si stanno coordinando con la rete internazionale Caritas per offrire aiuto ai molti civili vittime del conflitto scatenato in Ucraina dall’avanzata russa.

Accanto a Caritas Ucraina si sta attivando anche la rete delle Caritas europee, in particolare quelle dei paesi limitrofi – Polonia, Romania e Moldavia –, per accogliere tutti coloro, migliaia, se non decine o centinaia di migliaia di persone, che fuggono e fuggiranno dalla guerra.

Anche la Caritas Bergamasca ha avviato una raccolta fondi, tramite la quale contribuirà alla fornitura di beni di prima necessità agli organismi pastorali e umanitari delle Chiese locali e supporterà le Caritas dei paesi limitrofi impegnate a favore dei profughi.

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ACCOGLIENZA

Caritas diocesana intende effettuare una precisazione: l’attenzione della diocesi è rivolta all’accoglienza diffusa nelle parrocchie delle persone in fuga dall’Ucraina – come richiesto dal nostro Vescovo Francesco – e alla raccolta fondi da inviare alle Caritas dei paesi confinanti con l’Ucraina.

Caritas non raccoglie viveri, medicinali, vestiario, giocattoli.
Portare materiale in Ucraina in questo momento è molto difficile e sconsigliato dalla Farnesina. In questi giorni alcuni mezzi con farmaci e viveri sono stati bloccati alle frontiere.
Altri enti però stanno comunque continuando raccolte di generi vari: chi volesse partecipare può fare riferimento al Sermig o alla comunità ucraina in Bergamo.

Caritas chiede che le parrocchie provino a pensare all’accoglienza di una famiglia in fuga presso le proprie strutture o raccogliendo le disponibilità della comunità intera in sinergia, unendo ciò che ciascuno può offrire, come segno di vicinanza concreta a questo popolo in grande sofferenza.

Inoltre, man mano viene trovato un alloggio (ce ne sono già alcuni ospitati presso il Seminario Vescovile, presso Istituti Religiosi e presso alcune comunità), queste persone necessitano di essere accompagnate per regolarizzare burocraticamente la loro situazione. Gli operatori Caritas – ad ora – sono pochi e molto impegnati. Pertanto Caritas chiede ai sacerdoti un aiuto nell’organizzare la disponibilità di giovani o adulti che li portino in auto dai luoghi dove sono accolti agli uffici competenti della Questura o degli enti preposti, aiutandoli nel disbrigo delle pratiche. Per offrire le disponibilità e accordarsi sui luoghi e sugli orari, contattare don Roberto Trussardi o la Caritas diocesana.