La Diocesi di Bergamo insieme alla Fondazione Teatro Donizetti annunciano il ritrovamento presso l’Archivio Storico della Biblioteca del Seminario Vescovile “Giovanni XXIII” di Bergamo di una composizione autografa inedita di Gaetano Donizetti. La scoperta, avvenuta lo scorso 24 febbraio, è stata opera del musicologo William Limonta e dello storico locale e archivista Michele Enrico Poli nell’ambito di un progetto di censimento dei fondi musicali della Diocesi di Bergamo coordinato dall’Archivio Storico Diocesano.
Il brano è conservato nel Fondo Musicale della detta istituzione, un fondo fino ad allora mai indagato e censito, costituito da oltre 860 risorse, tra musica manoscritta e a stampa, databili tra l’inizio dell’Ottocento e le ultime decadi del secolo scorso.
L’inedito donizettiano rinvenuto, composto da quattro carte, pone in musica il testo del salmo “Dixit”, diviso nei vari versetti che lo compongono, attraverso una scrittura semplice ma efficace, corrispondente agli stilemi del giovane compositore.
Il brano, composto per tre voci maschili a cappella (due tenori e un basso), è stato datato tra il 1818 e il 1821, periodo nel quale Donizetti, di ritorno dagli studi bolognesi con Padre Stanislao Mattei, resta a Bergamo ponendosi in contatto con la famiglia Pezzoli Grataroli e Quarenghi ad Almenno.
La composizione, sprovvista di firma autografa, su intuizione di Limonta che potesse trattarsi di un autografo di Gaetano Donizetti, è stata quindi sottoposta a controllo calligrafico ad opera di Fabrizio Capitanio, Conservatore della Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti, e Paolo Fabbri, Direttore Scientifico del Centro Studi Donizettiani della Fondazione Teatro Donizetti, i quali ne hanno confermato la paternità e l’originalità.
I prossimi appuntamenti: studio ed esecuzione liturgica
L’opera verrà restituita alla comunità attraverso due importanti momenti pubblici:
- venerdì 9 ottobre 2026 alle 18.30 presso il Seminario Vescovile di Bergamo si terrà un incontro scientifico e musicologico aperto a tutti, volto a ripercorrere la storia del ritrovamento e ad approfondire le caratteristiche del brano;
- domenica 29 novembre 2026 alle ore 10.30 nn occasione del Dies Natalis di Gaetano Donizetti, il “Dixit” risuonerà in prima esecuzione moderna all’interno della cornice liturgica e monumentale della Basilica di Santa Maria Maggiore. L’appuntamento, inserito nel festival Donizetti Opera 2026, vedrà l’esecuzione affidata ai solisti della Cappella Musicale diretti dal M° Cristian Gentilini.
Il Vescovo Francesco, ha dichiarato: “Da appassionato di musica, all’inizio del mio servizio pastorale a Bergamo nel 2009 mi ricordo di aver chiesto informazioni in merito ai brani religiosi di Donizetti, che mi erano stati presentati e illustrati. È quindi per me una gioia particolare condividere ora, negli ultimi mesi del mio episcopato, questo componimento ritrovato proprio negli archivi della nostra Diocesi, nel nostro Seminario. Papa Benedetto, fine musicista, disse: «La musica, elevando l’anima alla contemplazione, ci aiuta a cogliere anche le sfumature più intime del genio umano, in cui si riflette qualcosa della bellezza senza confronti del Creatore. Il cantare stesso è quasi un volare, un sollevarsi verso Dio, un anticipare in qualche modo l’eternità». Sono convinto che questo brano che rende onore a Bergamo, sia per l’autore che per il ritrovamento, corrisponda a questo messaggio”.
Don Mattia Tomasoni, Direttore della Biblioteca del Seminario e dell’Archivio Storico Diocesano legge in questo evento un forte segnale per il futuro: «Questo ritrovamento dimostra quanto patrimonio prezioso possa ancora celarsi nei nostri archivi, persino in quelli mai indagati». Per don Tomasoni si tratta di un tassello che illumina la formazione musicale del clero del passato, ma anche di un accorato appello rivolto alle parrocchie del territorio affinché abbiano la pazienza e la cura di custodire e valorizzare i propri fondi archivistici, dove la memoria della Chiesa bergamasca attende ancora di essere scritta.
Il successo dell’operazione è il frutto di un efficace lavoro di squadra che ha unito le istituzioni cittadine. L’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi, ha espresso il suo ringraziamento per la sinergia tra la Diocesi, la Fondazione Teatro Donizetti e la Biblioteca Civica Angelo Mai (di cui fa parte la Biblioteca Musicale Donizetti), sottolineando come la ricerca sul territorio continui a riservare sorprese a secoli di distanza, confermando l’autentica vocazione internazionale di Bergamo per la musica.
Dal punto di vista scientifico Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, ha evidenziato la portata della scoperta: «Ci regala una pagina inedita nella storia del compositore. Siamo felici di aver contribuito al riconoscimento scientifico del documento attraverso il nostro Centro Studi». Gli fa eco il Direttore scientifico dello stesso Centro, Paolo Fabbri, che definisce il “Dixit” un frammento singolare della produzione giovanile di un Donizetti non ancora votato al teatro d’opera, un reperto che porta con sé nuove conoscenze ma anche «un grumo di interrogativi da chiarire» nella giornata di studio di ottobre.
Per il direttore artistico del festival Donizetti Opera, Riccardo Frizza, far rinascere questa pagina rimasta in silenzio per due secoli proprio nel giorno del Dies Natalis del compositore rappresenta l’essenza stessa del festival: «Il nostro compito è riportare alla luce le opere donizettiane più rare e dimenticate, restituendo loro voce e dignità».
Infine, traspare soddisfazione nelle parole del musicologo William Limonta, l’esperto che per primo ha intuito la mano del maestro dietro quelle quattro carte anonime: «Vivere una scoperta di questo genere è un’emozione difficilmente descrivibile. Dopo un percorso di studio rigoroso condiviso con i professori Fabbri e Capitanio, la conferma della partitura autografa amplia finalmente il quadro della produzione donizettiana».






