Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026 presso il Seminario Vescovile di Bergamo la Sezione Apostolato Biblibo dell’Ufficio Catechistico propone il corso biblico residenziale dal titolo “Cor inquietum: L’avventura di cercare Dio” con itinerari biblici partendo dalle parole di Sant’Agostino che descriveva l’uomo come un cuore che non trova pace finché non riposa in Dio.
Verso il fondamento. Si parte dalla constatazione che la fede non è un dato acquisito, ma una ricerca incessante. Il programma si apre il venerdì sera con Roberto Vignolo, che attraverso la figura della “cerva che anela” (Salmo 42) e un percorso nei Salmi, riporta il tema alla sua radice esistenziale: il desiderio, la sete di Dio quale cifra della nostra umanità. Il sabato mattina, con Massimo Epis, il focus si sposta sulle “sorprese di Dio”, interrogandosi su come la domanda di senso trovi compimento non in risposte prefabbricate, ma nell’imprevisto divino. Questo è il cuore della teologia fondamentale: Dio si rivela nel limite umano, spiazzandoci. È quanto approfondirà, nel pomeriggio, Patrizio Rota Scalabrini, esplorando alcune figure “minori” dell’Antico Testamento: Dio si manifesta spesso non nei grandi sistemi, ma nei sentieri tortuosi delle vite comuni.
Dalla contemplazione alla cura. La ricerca di Dio non è mai solipsistica. La testimonianza di Maria Luisa Galli, della “Casa minori e famiglia Marina Lerma” di Amoris Laetitia, prevista per sabato sera, è l’anello di congiunzione tra la spiritualità e la prassi: incontrare Dio significa “incontrare l’altro”. La cura per il fratello diventa il luogo teologico dove la ricerca si fa concretezza, dove il mistero biblico tocca la carne viva della sofferenza e dell’amore.
Il compimento nell’incontro. La domenica chiude il cerchio. Ezio Bolis illustra come la figura della santa Teresa Eustochio Verzeri abbia vissuto le proprie sofferenze interiori non come un limite, ma come un’autentica ricerca di Dio. In lei si evidenzia il ruolo salvifico della fede come luce capace di orientare l’anima anche nelle più buie aridità spirituali. Si delinea così con vivezza il profilo di una donna coraggiosa, costantemente tesa verso l’Assoluto nel silenzio del cuore.
Alberto Maffeis, quasi a modo di sintesi del pensiero biblico, ci riconsegna alla provocazione evangelica: “Cosa cercate?” (Gv 1,38). La domanda di Gesù non è solo un quesito retorico, ma la bussola dell’intero Weekend biblico. La teologia, qui, non è tanto un astratto sapere su Dio, ma la risposta all’incontro con Lui nella persona di Gesù.
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