Coronavirus – Messaggio del Vescovo Francesco e nota delle diocesi lombarde

La Conferenza Episcopale Lombarda si è riunita questa mattina in seduta straordinaria a Caravaggio.

All’ordine del giorno dei vescovi delle diocesi di Milano, Bergamo, Mantova, Como, Vigevano, Crema, Lodi, Cremona, Pavia e Brescia un confronto alla luce del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Di seguito la nota congiunta:

In ordine alla celebrazione dell’eucaristia il nostro desiderio più profondo era e rimane quello di favorire e sostenere la domanda dei fedeli di partecipare all’eucaristia.

Considerata la comunicazione odierna della CEI – che interpretando il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, invita a non celebrare le Sante Messe feriali con il popolo – chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di continuare a celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo.

Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni.
Le chiese continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera.

Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori, assunto il parere degli organismi pastorali preposti, sono sospese fino all’8 marzo compreso tutte le attività formative aggregative e sportive. È disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali restano sospesi.

Confidiamo che le misure di rigore alle quali aderiamo per senso di responsabilità a tutela della salute pubblica siano condivise da tutte le istituzioni ecclesiali e civili e accolte in ogni ambito in modo corale.

Ringraziamo i sacerdoti, i collaboratori e gli operatori sanitari e di ordine pubblico, con tutti i volontari, per l’opera svolta, incoraggiandoli a perseverare nel loro servizio.
Affidiamo le comunità diocesane, con un particolare pensiero a quelle più provate, ai malati e colpiti dalla calamità in atto, all’intercessione materna e confortante di Maria, la Vergine venerata a Caravaggio”.

Milano, 2 marzo 2020


ESEQUIE IN CASO DI MORTE PER CORONAVIRUS

Per la tutela della salute pubblica può essere disposto che si proceda alla cremazione nel caso di morte di una persona positiva al coronavirus.

Potrebbe essere, ad esempio, anche perché sui familiari ci sia un dubbio di positività e quindi venga impedita la partecipazione per una verifica immediata, che comunque ha bisogno di tempo per avere riscontri.

Si invitano i sacerdoti a spiegare ai congiunti che hanno come scelta una doppia possibilità, mantenendo comunque per entrambe la forma privata ristretta ai familiari:

  1. fare un momento di preghiera al cimitero alla tumulazione delle ceneri, rinviando la celebrazione della Messa al trigesimo o a quando si potrà nuovamente celebrare
  2. fare la celebrazione del funerale con la presenza dell’urna cineraria, rispettando le norme liturgiche indicate dal Rituale (nn. 181-185) e dal Direttorio Liturgico Pastorale della nostra Diocesi (n. 216) dove si legge:
    • l’urna cineraria, accolta all’ingresso della chiesa, sia collocata nello spazio antistante l’altare, fuori dal presbiterio e accanto ad essa si ponga il cero pasquale
    • si eviti di utilizzare il prefazio IV dei defunti dove vi è esplicito riferimento al corpo;
    • si svolga il rito dell’ultima raccomandazione e del commiato, omettendo l’aspersione e l’incensazione.

Anche in questo caso vale la disposizione che non ci sia corteo dalla casa o al cimitero.

Per informazioni è possibile contattare mons. Giulio Dellavite, Segretario Generale di Curia, (035/278.242) o don Doriano Locatelli, direttore dell’Ufficio Liturgico (035/278.228).


Per la nostra diocesi restano quindi in vigore le indicazioni date la scorsa settimana (clicca qui per le disposizioni precedenti).


Messaggio del Vescovo Francesco intervenuto a Bergamo TV per illustrare le motivazioni delle scelte e far giungere la sua vicinanza e la sua benedizione.