Incontri formativi per catechisti

FORMAZIONE: ESSERE, SAPER ESSERE CON, SAPERE, SAPER FARE

Il Direttorio per la Catechesi della Chiesa universale del 2020 indica tra i compiti dell’Ufficio Catechistico Diocesano la cura della formazione dei catechisti. In particolare al numero 425:

L’Ufficio catechistico diocesano dovrà avere una cura particolare per la formazione dei catechisti, sapendo bene che lo Spirito Santo si serve della loro preziosa e competente collaborazione perché il Vangelo sia accolto da tutti.

Valutando innanzitutto le esigenze reali dei catechisti e con uno stile adeguato ai tempi e alla sensibilità contemporanea, l’Ufficio cerchi di predisporre un’offerta formativa che risponda alle dimensioni dell’essere, del saper essere con, del sapere, del saper fare, evitando di accentuare indebitamente una sola dimensione a scapito delle altre.

L’Ufficio Catechistico Diocesano raccoglie questa sfida e propone una serie di incontri di formazione frutto dell’analisi della situazione, dei bisogni formativi, delle richieste delle comunità e del lavoro di progettazione di questi anni.

Di seguito sono elencati i percorsi formativi pensati per le comunità parrocchiali, per le fraternità, per i vicariati territoriali, per le unità pastorali: è fornito un ampio ventaglio di proposte che possono diventare occasioni per la formazione dei catechisti.


LA SCRITTURA È IL LIBRO – La Bibbia nella catechesi

“La Scrittura è il Libro, non un sussidio, fosse pure il primo” (n. 107), così afferma il Documento Base della catechesi del 1970. Attraverso questo percorso formativo rivolto ai catechisti, si viene introdotti ad un utilizzo più consapevole della Parola nella catechesi.

I titoli delle quattro serate:

  • “DIO NESSUNO LO HA MAI VISTO”. Il racconto della Parola
  • “SPIEGÒ LORO IN TUTTE LE SCRITTURE CIÒ CHE SI RIFERIVA A LUI”. Criteri per accostare la Parola
  • “USCÌ IL SEMITARORE A SEMINARE”. Che cosa dico nella catechesi?
  • “DICO A TE, ALZATI!” TI RACCONTO! Narrare la Parola nella catechesi

“VA’ E NON PECCARE PIÙ! – Il perdono e la Riconciliazione

Il Vangelo ci racconta splendidi gesti e parole di perdono che Gesù ha riservato ai peccatori. In un cammino di fede e nella catechesi la tematica del perdono e la sua celebrazione nel sacramento della Riconciliazione costituiscono una tappa significativa del cammino. Questo percorso, a partire dalla Parola di Dio e passando per alcuni contenuti teologici, ci invita a celebrare e ad entrare nella dinamica della misericordia di Dio.

I titoli delle tre serate:

  • A SPASSO NELLA PAROLA. Il perdono nella Scrittura
  • CONFESSIONE, PENITENZA, RICONCILIAZIONE. Chiariamoci le idee
  • INVOCANDO IL PERDONO. Celebrazione penitenziale e proposta di cammino di catechesi

 “NON ABBIAMO NEMMENO SENTITO DIRE CHE CI SIA UNO SPIRITO SANTO” – Lo Spirito Santo e la Cresima

Lo Spirito Santo anima la vita del cristiano e della Chiesa intera. Spesso rimane misterioso sia nella sua natura sia nei suoi frutti. Il percorso formativo, a partire dal Catechismo della Chiesa Cattolica, consegna alcuni contenuti sullo Spirito Santo; dà una lettura catechistica dei sette doni nella vita dei ragazzi ed infine entra nelle dinamiche, nei significati e nei gesti del sacramento della Confermazione.

I titoli delle tre serate:

  • CREDO NELLO SPIRITO SANTO. Comunione e missione
  • SETTE DONI. E non solo…
  • IL SIGILLO DELLO SPIRITO. Il Sacramento della Cresima

“CREDO LA CHIESA”

Ogni domenica la preghiera del Credo ci invita a professare la nostra fede nella Chiesa, di cui tutti facciamo parte. Il percorso formativo, a partire dalle immagini utilizzate dal Catechismo della Chiesa Cattolica, ci aiuta a comprendere la Chiesa, grazie anche al magistero di Papa Francesco. La Chiesa è soprattutto viva e in cammino; per questo non mancano riferimenti, suggerimenti e accenni a possibili esperienze da vivere con i ragazzi.

I titoli delle quattro serate:

  • IDEE E IMMAGINI a partire dal Catechismo
  • Il magistero di PAPA FRANCESCO in EVANGELII GAUDIUM
  • ESPERIENZE DI CHIESA con i ragazzi
  • SERATA DI PREGHIERA sul tema della Chiesa (preparata dai catechisti della fraternità)

CATECHESI COME SI FA? – Il metodo nella catechesi

Molti catechisti e operatori pastorali riversano sulla conoscenza dei contenuti o sul metodo molte attese per risolvere i problemi della catechesi. Ma contenuti, metodo, progettazione e attenzione ai destinatari devono essere un mix equilibrato. Il percorso aiuta ad entrare nella questione del metodo, della programmazione e delle tecniche nella catechesi.

I titoli delle quattro serate:

  • CHI SONO I RAGAZZI? Persone da conoscere e amare
  • IL VENTO FAVOREVOLE NON SERVE PER CHI NON SA DOVE ANDARE. Progettare nella catechesi
  • GESTI E PAROLE. Parola chiave: esperienza
  • LA BORSA DEL CATECHISTA. Quali tecniche e perché

LA FAMIGLIA È UN ANNUNCIO DI FEDE – Il coinvolgimento dei genitori nell’Iniziazione Cristiana

La scelta di educare alla fede nasce in famiglia, ma va continuamente sostenuta. Il Direttorio per la Catechesi del 2020 invita tutte le comunità a coinvolgere i genitori nel cammino di iniziazione dei figli: per alcuni sarà un momento di approfondimento della fede, per altri sarà un ricominciare il proprio cammino e uno spazio di primo annuncio. Il percorso formativo, partendo dal vissuto che i catechisti hanno rispetto ai genitori, aiuta ad entrare nella logica del coinvolgimento, a confrontarsi con esperienze già in atto, a trovare criteri e attenzioni per un cammino significativo.

I titoli delle quattro serate:

  • … DOVE TUTTO HA INIZIO!? Uno sguardo nuovo sulle famiglie di oggi
  • I PASSI DELLA COMUNITÀ CON I GENITORI Ascolto di esperienze di parrocchie
  • COME LA FAMIGLIA ANUNCIA Criteri pastorali per continuare
  • FAMIGLIE FERITE E VANGELO

Metodo

Gli incontri proposti dall’Ufficio Catechistico vivono di diverse modalità: tutte hanno un loro valore e significato.

  • La maggior parte dei percorsi proposti vivono dello stile del “laboratorio”: la scelta che nella formazione dei catechisti si prende cura non solo dell’aspetto cognitivo ma di più aspetti, come invoca il Direttorio per la Catechesi.
  • Altri percorsi invece si preoccupano più dei contenuti e hanno un metodo prevalentemente “frontale” e prevedono un’interazione coi partecipanti solo sotto forma di dibattito.

In tutte le serate è assicurato un momento di preghiera sul tema e l’indicazione di alcuni materiali affinché si possano approfondire le tematiche e rimanere quindi in formazione anche a casa personalmente o nel gruppo dei catechisti.

I momenti formativi prevedono:

  • la presenza di più formatori: il direttore dell’ufficio catechistico e qualcuno dell’equipe diocesana che si occupa della formazione dei catechisti nel territorio;
  • i partecipanti sono coinvolti in momenti attivi, di gruppo o personali con tecniche varie; vi è la proposta di alcuni contenuti per circa 45 minuti ogni sera.

Tempi

Le serate formative sono pensate su moduli di 2 ore piene di lavoro. Pertanto occorre garantire nella stesura del calendario, del programma e dei tempi questa possibilità per evitare momenti formativi vissuti troppo “di corsa” senza poter sviscerare i vari aspetti dei temi proposti.

 Spazi

Sono necessari un’aula “magna” con proiettore e amplificazione per i momenti assembleari; alcune aule per i lavori di gruppo di massimo 10-12 persone (è possibile anche la creazione di piccole isole di lavoro di massimo 5-6 persone spostando semplicemente la sedia nell’aula dove si svolgono gli incontri assembleari se sufficientemente ampia).

Materiali

Saranno a disposizione dei partecipanti materiali di approfondimento sulla tematica in generale o relativi alle singole serate; saranno inviati principalmente via mail (le mail saranno raccolte la prima sera dall’Ufficio) o consegnate in forma cartacea per chi lo necessita.

Pubblicizzazione

È lasciata alla parrocchia la pubblicizzazione del percorso attraverso la creazione di locandine e volantini, la gestione di eventuali iscrizioni.
Si chiede che una copia della locandina sia inviata all’Ufficio Catechistico Diocesano per poterla riproporre nelle presentazioni power point.
È da sottolineare, negli inviti e nelle locandine, che gli incontri si terranno con la massima puntualità, in modo tale da aver garantito l’ora di inizio e fine e le 2 ore di incontro.


Approfondimento sul metodo del laboratorio


(tratto da “Compagni di Viaggio” di E. Biemmi, EDB 2003)

Il termine “laboratorio” applicato alla formazione può piacere o meno, ma si è ormai imposto in tutti i campi della formazione degli adulti. Esso esprime bene il tipo di formazione dal quale intendiamo discostarci e il tipo di formazione di cui intendiamo avvalerci.

Il “laboratorio” fa propria una scelta di formazione come trasforma­zione. Si tratta di un processo formativo che si prende a carico le tre dimensioni della persona (l’essere, il sapere e il saper fare) e mira non tanto a far accumulare conoscenze o competenze, ma a rendere consapevoli le persone, in grado di conoscere se stesse e la realtà e capaci di progettazione pastorale.

Il laboratorio è quindi un luogo formativo d’incontro tra sapere e saper fare e tra ideazione e progettualità. Non mira a far diventare sapienti circa un determinato argomento o settore, ma a rendere in grado di operare attraverso l’acquisizione di varie capacità, attinte dalle diverse discipline.

Per questo motivo il laboratorio:

  • Privilegia il Forma a un compito ecclesiale cercando simultaneamente di rispondere ai bisogni delle persone in cerca di se stesse (risponde all’esigenza del saper fare, curando l’essere e accre­scendo il sapere). Gli atteggiamenti (l’essere) sono presi in considerazione quanto le competenze (il saper fare).
  • Offre largo spazio all’esperienza dei partecipanti, considerata risorsa indispensabile e vero “luogo teologico”. Il rispetto delle esperienze dei partecipanti richiede la scelta di ridurre il tempo delle esposizioni (spiegazioni, conferenze…) e di valorizzare il lavoro guidato di gruppo. Una formazione che prende in considerazione l’esperienza dei partecipanti diventa di conseguenza personalizzata, centrata sui soggetti e non solo sul gruppo indistinto. Il racconto della propria storia di vita e della propria prassi catechistica diventa essenziale in questo processo di personalizzazione.

La formazione dei catechisti sotto forma di laboratorio opera dunque un taglio ombelicale dal modello delle scuole di teologia per laici (a loro volta imitazione in piccolo della formazione teologica data nelle università di teologia e nei seminari). È questa una scelta necessaria, secondo l’auspicio già formulato nel 1991 dal documento dell’Ufficio Catechistico Nazionale “Orientamenti e itinerari di formazione dei catechisti”, il quale chiedeva di passare dalle scuole di base per catechisti a una formazione nello stile di comunità-laboratorio «ove assieme si apprende, si riesprime e si progetta secondo itinerari formativi: ci si catechizza reciprocamente e ci si rende attenti a ciò che accade effettivamente nella catechesi in atto». Questa scelta è ribadita con convinzione nel documento del 2014 della Conferenza Episcopale Italiana “Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia”.

La formazione secondo lo stile del laboratorio si avvale di un processo didattico idealmente scandito in tre fasi: una di espressione dell’esperienza dei partecipanti (fase proiettiva), una di approfondimento sul tema trattato (fase di analisi o di approfondimento), una di integrazione e di riespressione da parte dei partecipanti (fase di riappropriazione).

  • La fase proiettiva mette i partecipanti in condizione di esplorare e rileggere la propria esperienza e più in generale l’esperienza ecclesiale (pastorale e catechistica). Il formatore in questa fase ha solo il com­pito di far esprimere e di far prendere coscienza in modo critico.
  • La fase di analisi mira a porre i partecipanti in ascolto reale di qualcosa che è diverso da loro, che non conoscono ancora e di cui devono appropriarsi attivamente. Questa operazione è possibile perché il sog­getto si è potuto esprimere nella prima fase e ha preso coscienza delle precomprensioni che altrimenti continuano a interferire e ad addomesticare i contenuti piegandoli al proprio universo rappresentativo. È una fase del processo formativo che si avvale dei saperi interpreta­tivi e operativi delle varie discipline implicate nell’oggetto preso in esame.
  • La fase di riappropriazione o di riespressione permette di interiorizzare le nuove acquisizioni facendole proprie, riesprimendole e trasformandole in scelte operative. È il momento progettuale, che pone gli adulti in condizione di ritornare alla prassi catechistica.

I momenti formativi fanno sperimentare, a ogni incontro, la sequenza in tre fasi, e teorizzano progressivamente questa scelta e i suoi presupposti pedagogici. In questo modo viene messa in atto una profonda coerenza tra contenuto e metodo: l’adulto in formazione sperimenta su di sé il modello formativo per il quale viene preparato. Per il principio dell’isomorfismo, ognuno tende infatti a ripetere il modello educativo con cui è stato educato: a nulla servirebbe dunque una formazione che insegna una catechesi attiva con un metodo solo espositivo e passivo.