Spezzare il pane, costruire ponti
Per una Chiesa artigiana di pace
L’orizzonte della proposta di catechesi biblica
Nella sua lettera pastorale per l’anno 2026-2027 il Vescovo Francesco ribadisce una certezza: la comunità cristiana è continuamente chiamata a “servire la vita e servire la pace”, rigettando ogni logica di divisione e alimentando la cultura dell’incontro.
Nella sua riflessione pastorale, pone dunque un accento vibrante sulla Chiesa quale “artigiana di pace”. La pace non è un’utopia, né una mera assenza di conflitti, ma una responsabilità comunitaria. La sua visione trasforma il concetto di testimonianza: non è delegata a “specialisti” della diplomazia, ma è la forma concreta in cui ogni battezzato, inserito nella comunità, rende presente il Vangelo nell’oggi. La Chiesa, per il Vescovo Francesco, è chiamata dunque a essere una “città” dove le differenze non vengono censurate, ma accolte nella logica della comunione.
È questo orizzonte di senso – il superamento delle divisioni attraverso la riconciliazione donata da Cristo — che sostiene la proposta del presente sussidio biblico-catechistico, che muove da una precisa convinzione: la Parola è sorgente di comunione e di pace. Il vescovo Francesco poi sottolinea il collegamento tra l’Eucaristia e il dono/impegno di pace. Eucaristia è pane spezzato e fraternità. Riprendendo l’attenzione per i luoghi del lavoro e della vita quotidiana come “scuole di pace”, evidenzia come l’Eucaristia assuma la ferialità dell’esistenza – le fatiche, le attese, le ferite della comunità – per trasformarla in offerta gradita a Dio e in fermento di concordia.
Nella lettera pastorale lo sviluppo di questa intuizione si realizza seguendo l’articolazione concreta della liturgia eucaristica, là dove emerge significativamente il tema della pace, fino a giungere al mandato missionario della pace. In effetti, l’azione liturgica si conclude con un invio che non è una semplice chiusura, ma una chiamata a “costruire e ricostruire ponti” nei contesti sociali della Chiesa di Dio che è in Bergamo e nel suo territorio. Il presente sussidio biblico-catechistico articola la celebrazione della santa Messa come “scuola di pace”, strutturando un percorso che intreccia dieci passi biblici con i momenti liturgici.
La logica è dinamica: la celebrazione non è un rito statico, ma un’irruzione del Risorto che, attraverso la Parola, il sacrificio di riconciliazione e la comunione, trasforma l’assemblea in “città della pace”. Tale visione trova piena pertinenza nella lettera pastorale del Vescovo Francesco (2026-2027), che pone l’Eucaristia come sorgente di pace e chiama la comunità a passare dalla celebrazione all’impegno quotidiano, diventando, nel mondo, artigiani operosi di quell’unità celebrata all’altare.
LE SCHEDE
- Su voi sia pace! (saluto iniziale) – Icona biblica anno pastorale
- In pace con Dio e Gesù (Atto penitenziale)
- Il pellegrinaggio dei popoli a Sion nella pace (Liturgia della Parola quale sorgente di pace)
- Banchetto di pace (Presentazione dei doni)
- Sacrificio di riconciliazione e di pace (Anafore eucaristiche)
- “Vi lascio la mia pace” (Embolismo)
- Per amore di Gerusalemme (Preghiera per la pace e l’unità della Chiesa)
- Riconciliazione e Pace in Cristo (Scambio fraterno del dono della pace di Cristo)
- L’agnello pastore che conduce alla pace e alla vita (Agnus Dei; invito alla cena)
- Operatori di pace (Congedo e missione)
Appendice “La Pace secondo la S. Scrittura”
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