Presentazione del percorso annuale 2026-2027

Traccia del percorso annuale IRC scuole infanzia cattoliche
a.s. 2026-2027

“Apri il tuo cuore”

Ogni nuovo anno scolastico che inizia porta con sé la sensazione di un viaggio che ricomincia. Le porte dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia si aprono e i bambini entrano a passi piccoli, insieme alle loro famiglie, portando con sé curiosità, attesa, domande, emozioni. In questi spazi di vita condivisa, fatta di gesti, attitudini e pensieri, la scuola diventa un luogo in cui si impara non solo cosa fare, ma soprattutto come stare insieme.

Negli ultimi anni i nostri progetti pedagogici hanno esplorato valori fondanti per una scuola di ispirazione cristiana: la felicità come scoperta di sé, la bellezza come ricerca non solo estetica, ma soprattutto etica, la cura come pratica affettiva e relazionale responsabile.

Nel solco di questo cammino il tema che proponiamo quest’anno è quello del dono, declinato nelle due parole complementari della gratitudine e della gratuità. La gratitudine e la gratuità non sono semplici sentimenti o emozioni, sono un modo di abitare il mondo, una lente che permette di riconoscere la cura che si riceve, di accorgersi della presenza degli altri, di dare significato ai gesti che costruiscono la relazione umana, di sentire la bellezza della realtà in cui siamo immersi e che viviamo.

Pur condividendo la medesima radice latina, gratus, gratuità e gratitudine non sono sinonimi, bensì i due poli magnetici della relazione umana. La gratuità è l’espressione di una generosità pura, che non scaturisce dal dovere, ma dal desiderio incondizionato di farsi dono. La gratitudine, di riflesso, è la disposizione d’animo di chi sa riconoscere il valore immenso di ciò che ha ricevuto senza averlo preteso.

Se volessimo visualizzare questo dinamismo, potremmo immaginarlo come il respiro del mare: la gratuità è l’onda che si spinge con slancio verso l’aperto, un atto di fiducia verso l’orizzonte dell’altro; la gratitudine è il riflusso che torna a riva, portando con sé il senso profondo di quel legame. In questo moto perpetuo, il dare e il ricevere smettono di essere scambi opposti per diventare un unico ciclo vitale.

Nella trama quotidiana dei rapporti umani, la gratitudine abita la bellezza dei dettagli. Essa si nutre innanzitutto di contemplazione -è lo sguardo capace di stupirsi davanti alla manifestazione della realtà naturale-, ma anche di riconoscimento del genio e della fatica racchiusi in un’opera d’arte o in un’innovazione tecnica.

In questi frammenti di attenzione, la gratitudine diventa memoria, il filo invisibile che ci connette alle nostre radici: ci fa sentire parte di una storia familiare e comunitaria, un’eredità collettiva che ci sostiene e orienta la nostra crescita.

Quando la gratitudine evolve in gratuità assume la forma della cura: non è più solo un sentimento, ma una responsabilità che trasforma la contemplazione, il riconoscimento e la memoria in un essere e un agire consapevoli.

Riflettere come adulti, insieme ai bambini, su questi valori significa cambiare prospettiva sulla realtà: ci permette di comprendere che nessun gesto è neutro, che ogni incontro scalfisce la nostra interiorità e che ogni cura ricevuta, dalla più piccola alla più complessa, è un dono che chiede di essere onorato con un ascolto autentico e un fare attento.


TESTI E MATERIALE A DISPOSIZIONE

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  • Presentazione programma IRC Infanzia 2026-27
  • Progetto Adasm 2026-27
  • 01a – Portate nel mondo il lievito della gratuità
  • 02a – UDA 1 – Un cuore aperto che sorride e ringrazia S. Francesco e Spiritualità
  • 02b – UDA 2 – Grazie e Gratitudine
  • 02c – Attività UDA
  • 03 – Grazia e gratitudine
  • 04 – Abramo e lo sguardo della gratitudine
  • 05a – Chagall – Abramo e i tre angeli
  • 05b – Mosaico – San Vitale e Ravenna
  • 05c – Rublev – Trinità
  • 06 – Il pane
  • 07 – Eucarestia
  • 08 – Il rabbi che amava i banchetti
  • 09 – La Prima Stella del Mattino
  • 10 – In Cantico delle Creature
  • 11 – Salmo 8
  • 12a – Libri illustrati 2026-2027
  • 12b – Testo sul dialogo interreligioso