Tutti i Santi

Cattedrale
01-11-2026

Care sorelle e fratelli, celebriamo la festa di tutti i santi. E noi che siamo qui riconosciamo che i santi sono un grande dono. All’inizio di questa eucaristia abbiamo pregato le litanie dei santi, ricordando tanti santi bergamaschi. Ma oggi, appunto, l’orizzonte si estende oltre i confini della nostra diocesi che è ricca di santi. Perché? Perché la Chiesa celebra tutti i santi.

Quando il Papa decide di proclamare una donna, un uomo santo, beato, lo fa anche con l’intenzione di offrire un segno, un modello per le persone che vivono in quel tempo. Non sempre succede così. Ma, appunto, l’intenzione è quella: questo santo è vissuto in un certo periodo, è vissuto in un certo modo, e adesso offriamo la sua testimonianza a tutta la Chiesa.

Ma, appunto, l’interessante è che se ogni santo interpreta la fedeltà al Vangelo nel tempo in cui vive, la sua testimonianza si estende nel tempo e nello spazio. E, appunto, noi oggi celebriamo proprio questa ricchezza della santità che supera confini di tempo e di spazio: tutti i santi.

E c’è stata offerta questa pagina evangelica, le beatitudini, che rappresenta la scala della santità. Si comincia dalla povertà di spirito, cioè da un cuore che rinuncia alla propria autosufficienza. E da qui si sale, nasce la mitezza per la quale il cuore diventa capace di piangere ciò che non corrisponde al disegno di Dio. Questo pianto si trasforma in fame e sete di giustizia. La giustizia poi apre la misericordia. La misericordia purifica il cuore. Il cuore purificato diventa capace di pace, fino ad arrivare alla fedeltà suprema nella prova e nella persecuzione.

La scala della santità. Colui che l’ha percorsa tutta in maniera perfetta è proprio Gesù. Gesù, l’annunciatore delle beatitudini, è colui che le interpreta, le rappresenta in maniera perfetta. Lui è il mite, il perseguitato, il povero, l’assetato di giustizia, il misericordioso, il puro di cuore, il costruttore di pace. E allora i santi, tutti noi, siamo chiamati a far trasparire il volto di Gesù, che è il volto dell’uomo che ha incarnato le beatitudini. Farlo trasparire nella vita quotidiana e in ogni condizione in cui oggi noi ci troviamo.

Mi ritorna alla mente la storia del monaco Epifanio, un artista di qualche secolo fa. È una storia tra leggenda e verità. La verità è rappresentata dalla grande tradizione delle icone bizantine, russe, greche, che tanti di noi conoscono. Bene, lui era uno scrittore, come si suol dire degli artisti che dipingono le icone, di immagini sacre, e particolarmente la più sacra è quella di Gesù. E viene incaricato dal suo abate di realizzare un’icona di Cristo per la loro chiesa.

Si mette alla ricerca di un modello, ma non riesce a trovarlo, fin quando fa un sogno. Un angelo gli ricorda tutte le persone che ha incontrato in quel tempo e gli indica un particolare che rendeva il volto di ogni persona simile a Cristo: la gioia di una sposa, l’innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre e di un padre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l’allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso.

A quel punto Epifanio si svegliò e si mise al lavoro. Dopo un anno, l’icona di Cristo era pronta. La presentò all’abate e ai confratelli, che rimasero attoniti e piombarono in ginocchio. Il volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava nell’intimo e interrogava chi lo guardava. In vano chiesero a Epifanio chi gli era servito da modello.

La storia ci consegna questo messaggio: non cercare il Cristo nel volto di un solo uomo, ma cerca in ogni uomo, in ogni donna, in ogni persona humana un frammento del volto di Cristo.

Care sorelle e fratelli, celebriamo tutti i santi. La santità è inevitabilmente comunitaria, in cielo e sulla terra. Ciascuno di noi porta un tratto del volto di Cristo. Per volerlo, per vederlo tutto intero, è necessario che testimoniamo una comunione fraterna a questo mondo che tanto ne ha bisogno.

(trasrcizione da registrazione)