Il catechista sarà un Ministero

Lunedì 10 Maggio 2021 con un Motu proprio, Papa Francesco ha istituito il Ministero del Catechista.

Ma di cosa si tratta? Cosa vuol dire? Che implicazioni avrà questa decisione nella vita quotidiana delle parrocchie di tutto il mondo e in quelle italiane? Da settembre cambieranno molte cose? Tutte le persone impegnate nell’evangelizzazione dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani, degli adulti, potranno continuare a farlo come sempre oppure serve un percorso formativo?

Dal Concilio ad oggi: un lungo cammino. 

Il documento emanato prosegue una riflessione che è avviata da tempo ed è in realtà il coronamento di un percorso lungo che ha visto negli anni vari contributi in altri documenti della Chiesa: nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nel decreto Ad gentes (1965), nel motu proprio Ministeria quaedam (1972), nell’Esortazione apostolica Evangeli nuntiandi (1975), in Catechesi tradendae (1989), nel Direttorio catechistico generale (1991), nel Direttorio generale per la catechesi (1997), nel recente Direttorio per la catechesi (2020).

Le radici di questa lunga riflessione affondano nel Concilio Vaticano II e nel maggior ruolo e maggiore responsabilità laicale: da allora la riflessione nella Chiesa, anche con l’impegno dei vari Papi, è continuata, si è approfondita fino a questo passo ufficiale.

Che cosa vuol dire “Motu proprio” e perché il Papa ha preso questa decisione?

Con l’espressione latina “Motu proprio” (letteralmente: “di propria iniziativa”) si intende un atto, una decisione, un provvedimento che il Papa prende in autonomia, e non su proposta di un organismo della Curia romana. Secondo il Codice di diritto canonico infatti, il Papa è dotato di tutti i poteri per esercitare sovranità immediata su tutta la Chiesa universale, su ciascuna chiesa particolare (ad esempio le diocesi).

Papa Francesco nel suo pontificato sta dando particolare rilievo alle figure laicali: nelle scorse settimane con un altro Motu proprio ha stabilito la possibilità di accedere al ministero dell’accolitato (chi presta servizio sull’altare) e del lettorato (chi legge la Parola di Dio nelle assemblee liturgiche) anche alle donne. Di fatto nelle nostre comunità questo avviene già, ma il Papa con questa scelta e con questo atto ufficiale dà valore a una prassi ormai consolidata e significativa.

Istituire un ministero significa dare valore a un ruolo che non è e non deve essere marginale nella vita della Chiesa e delle singole comunità.  D’ora in poi questi ministeri, accolitato, lettorato e del catechista, potranno essere ricevuti con atto liturgico del Vescovo diocesano, dopo un adeguato cammino, «a una persona che ha ricevuto il Battesimo e la Confermazione e in cui siano riconosciuti specifici carismi».

Che cosa si intende per “Ministero del catechista”?

“Antiquum ministerium” (ministero antico, clicca qui per scaricare il testo) è il nome del Motu proprio con il quale Papa Francesco istituisce il ministero del catechista: sono le prime due parole latine del testo che da sempre danno il nome ai documenti pontifici.

Il catechista è un ruolo molto molto antico. Se si sfogliano le pagine del Nuovo Testamento già vi è traccia di persone battezzate, credenti nel Cristo Risorto, che si impegnano a portare il messaggio del Vangelo. Su tutti Priscilla e Aquila, i catechisti di San Paolo. La catechesi è sempre stata l’attività primaria nelle comunità cristiane: era la tappa imprescindibile e specifica del cammino di un catecumeno che desiderava diventare cristiano.

Tanti uomini e donne dal tempo di Gesù sono stati quindi catechisti: grazie a loro sono cresciute le comunità cristiane non solo con la predicazione ma soprattutto con l’esempio di vita e la testimonianza, a volte fino al dono della vita. Sono la forza generosa ancora oggi delle nostre comunità nell’educare alla fede.

Cosa cambia e come comportarsi nel frattempo?

Ci sono molte attese nelle comunità: che accadrà ora? Chi potrà svolgere questo ministero? Sarà un percorso di preparazione impegnativo?

Il testo del Motu proprio ci lascia intravvedere qualche tratto di chi è il catechista e di quale è il valore di questa scelta.

Per il momento è importante sottolineare quello che il Papa afferma in queste righe: non “si fa il catechista” ma “si è catechista”, perché quella del catechista è una vera e propria chiamata, una vocazione all’evangelizzazione.

È questo che va riscoperto innanzitutto: la vocazione originaria e insieme ad essa la valorizzazione di tutti i ministeri della Chiesa che all’interno di una comunità permettono che ciascuno, con il suo impegno e con i suoi carismi, costruisca l’unica Chiesa di Cristo.

Poi ciò che avverrà, quale sarà l’iter, chi potrà accedervi, ecc… è presto per definirlo. Il Motu proprio demanda alle singole Conferenze episcopali individuare i requisiti di età, studio e le condizioni necessarie per accedere al ministero. Questo perché questa scelta di Papa Francesco va poi “inculturata” nel mondo e nel contesto sociale assai variegato in cui la Chiesa cattolica è diffusa: un conto è il catechista nelle antiche comunità cristiane europee, affaticate e segnate dalla secolarizzazione, un conto è il catechista delle giovani Chiese in paesi che conoscono una vivacità di fede ma anche una scarsità di clero.

Quindi occorre attendere la decisione della Conferenza Episcopale Italiana. Non sarà una decisione a breve.

Nel frattempo ci è data ancora la possibilità affinché nelle nostre comunità, nei gruppi dei catechisti, si continui a riflettere, ad approfondire, a rimettere al centro l’opera di evangelizzazione e di catechesi: è il compito primario di ogni comunità.

E poi pregando quotidianamente perché ogni catechista faccia un’esperienza vera di chiamata a questo servizio e possa davvero annunciare, come detto dal Papa in Evangelii gaudium: “sulla bocca del catechista torna sempre a risuonare il primo annuncio: Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”.

Don Andrea Mangili
direttore ufficio catechistico diocesano


A settembre 2021, nel contesto dell’incontro diocesano dei catechisti, la sera del 21 sarà dedicata una serata di approfondimento sul Motu proprio del Papa.


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